Per giocare è meglio un personal computer oppure una console di ultima generazione come la playstation 3?
A parer mio non ci sono dubbi: il pc ha dei vantaggi difficilmente colmabili da una console.
Innanzitutto le caratteristiche tecniche sono SEMPRE di gran lunga superiore. Chi usa il pc per giocare infatti, è solitamente propenso a tenerlo aggiornato sotto il profilo hardware palensando una superiorità tecnica quasi imbarazzante verso la playstation di turno, ferma forzatamente da anni alla tecnologia della sua data d'uscita.
Questo si riflette ovviamente sulla qualità (soprattutto grafica) dei giochi stessi.
Non parliamo poi di giocabilità. Mouse e tastiera si dimostrano IMPAREGGIABILI nei giochi come rts (strategici in tempo reale soprattutto ma anche a turni) e fps (sparatutto). Impossibile per una console emulare la giocabilità di un Age of Empires o di un Unreal Tournament. Il joypad risulta totalmente inadeguato per questo tipo di giochi.
Sotto questo profilo un sostanziale pareggio si ottiene per i giochi di ruolo, capaci di stupire anche su console.
Tuttavia i giochi sportivi sono assoluta esclusiva delle console, risulta infatti impossibile giocare a Fifa con mouse e tastiera. Anche i giochi d'azione mal si prestano al pc, un Darksiders o un Prince of Persia giocato alla PS3 offrono un'esperienza di gioco decisamente migliore.
I pochi vantaggi della console mi sembra quasi abbiano appiattito la varietà dei generi disponibili.
Prendiamo per esempio Metal Gear Solid, re dei giochi stealth della prima playstation risulta, per usare un eufemismo, appannato nella sua ultima versione. Anche questo tipo di gioco perde terreno su console a favore del PC, basta vedere Deus Ex Human Revolution o Mass Effect meravigliosi su computer ma un gradino inferiori su PS3 (seppur di ottima fattura).
A parer mio insomma ne risente la qualità, ci si concentra sulla produzione di giochi sportivi e d'azione, i quali riescono a sfruttare al massimo le qualità di un joypad, tralasciando invece gli altri generi.
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Ieri sera, dopo parecchie occasioni perse, sono riuscita ad andare a vedere
un film che mi ispirava assai:”Bad teacher: una cattiva maestra”. Come
insegnante come potevo resistere alla tentazione di gustarmi un film sulla mia
professione?? Non si può!
Premetto che ovviamente tutto è stato portato agli estremi! Per fortuna nella
realtà non esistono né delle Amy né delle Elizabeth ( almeno spero che non
esistano insegnanti cosi... Ecco. Lo spero perché dalla scuola e da alcune
persone effettivamente c’è da aspettarsi di tutto =/ )
Comunque, il film mi è piaciuto! E’ una commedia nella quale si ride ( anche
per amarezza..) e sulla quale si potrebbe anche riflettere . . . e magari
trarre qualche insegnamento! ( ovviamente non certo per imitazione!!)
Se avete in mente come insegnante la figura del professore John Keating che, ne “L’attimo fuggente”, salta sui bianchi per insegnare ai suoi studenti a vivere . . . dimenticatelo! In questo film non vedrete nulla di tutto ciò!.
L'insegnante, un ruolo che, nell'ideale comune della società modello, ha da sempre rappresentato una persona da cui apprendere lezioni per accrescere le proprie conoscenze all'interno dei diversi settori che tempestano l'esistenza, dallo sportivo alla religione, passando, soprattutto, per quello culturale.
Un ruolo, quindi, che dovrebbe rappresentare una seria missione per chiunque lo ricopra... ma non per Elizabeth Halsey, la quale meriterebbe l'insufficienza ancor prima dei suoi peggiori alunni. Minigonna mozzafiato, tacco dodici, labbra rosso fuoco e una chioma da Barbie: questa è la “Bad teacher” Elizabeth Halsey in tutta la sua superficialità.
La protagonista si diverte da matti atteggiandosi da stronza egocentrica, incapace di provare alcun tipo di interesse per il suo lavoro ma anche per la vita in generale. Masticando da maschiaccio e fumando mariujana nel parcheggio della scuola, Elizabeth non si lascia scappare nessuna cattiva maniera. Il suo amore sfrenato per i soldi basta come pretesto per qualsiasi sregolatezza e cattiveria, per non parlare poi dei suoi metodi di insegnamento così poco ortodossi da diventare il sogno di qualsiasi studente moderno. Non è così che la pensa però la sua rivale in amore e in carriera Amy Squirrel (Lucy Punch), pronta a sfoggiare qualsiasi arma pur di dimostrare quanto Elizabeth sia scorretta. Tra questi due fuochi femminili fa quasi sorridere la figura di Justin Timberlake, che non veste i soliti panni da latin-lover, indossando invece quelli di un insegnante di buonissima famiglia, impacciato ed ipersensibile. La parte del tonto gli riesce benissimo direi . . .
Alla fine di tutto, il personaggio più riuscito a mio parere è quello interpretato da Jason Segel, il professore di educazione fisica che con abile pazienza riesce a conquistare la bella e sfacciata Elizabeth. Perché vince? Perché rimane se stesso fino alla fine e accetta il suo modo di essere senza desiderare nient’altro. E’ sincero, testardo e simpatico nonostante il modo in cui la cara Elizabeth lo tratti . . . Credo proprio che non ci sia insegnamento migliore che questo.
Chi non ricorda la Psicostoria, o Psicostoriografia? È la disciplina scientifica immaginaria che sta alla base del ciclo della Fondazione, una delle saghe fantascientifiche letterarie più famose di sempre e scaturite dalla fantasia e dalla preparazione scientifica del Buon Dottore Isaac Asimov. La premessa della Psicostoria, ovvero la capacità di predire il comportamento delle società umane su basi matematiche e statistiche, ha affascinato molti studiosi e ricercatori, ed è facile presumere che nel corso dei decenni in molti abbiano studiato la possibilità di realizzare davvero qualcosa di simile. Frenati in ciò dall'enorme difficoltà del compito e dalle risorse necessarie, soprattutto in termini di potenza di calcolo. Negli USA è stato fatto però un primo avvicinamento alla visione asimoviana, cercando addirittura elementi che consentivano di prevedere gli eventi della cosiddetta Primavera Araba.
Sul sito delle news della BBC è infatti comparso un articolo a titolo: Supercomputer predice le rivoluzioni, basato sulla pubblicazione di uno studio di Kalev Leetaru, ricercatore dell'Institute for Computing in the Humanities, Arts and Social Science dell'Università dell'Illinois. La ricerca si basa su un algoritmo denominato automated sentiment mining, e che Leetaru chiama più brevemente mood detection, cioé il rilevatore di stati d'animo. Nel corso degli anni Leetaru e il suo gruppo hanno racimolato una quantità enorme di articoli e studi partendo da fonti pubbliche governative come l'americano l'Open Source Centre, e private come l'archivio BBC Monitoring e quello del New York Times, andando indietro di decenni fino al 1945. In questo modo hanno raccolto qualcosa come cento milioni di articoli riguardanti praticamente ogni aspetto della vita sociale. Dopodiché hanno impostato l'analisi del contenuto degli articoli sulla base di due parametri: il mood, cioé se si trattava di buone o cattive notizie, e la localizzazione geografica della notizia.
La definizione del mood si è basata sulla ricerca, nel testo dell'articolo, di parole chiave come "orribile", "tragico", "buono" e così via, mentre la geolocalizzazione è stata definita cercando località specifiche come grandi città, capitali, eccetera. Tutto ciò ha consentito di tirare fuori da questa immensa base dati qualcosa come cento miliardi di relazioni. Per riuscire nell'impresa Leetaru si è appoggiato all'Università del Tennessee e al suo Nautilus, un supercomputer che mette insieme qualcosa come 1024 processori in grado di macinare 8,2 teraflops (trilioni di operazioni al secondo). Il risultato sfornato da Nautilus consiste in una serie di grafici che esprimono la variazione del mood in vari paesi negli ultimi decenni. Il grafico dell'Egitto, ad esempio, mostra picchi negativi dello stato d'animo nell'inizio del 1991 e nel 2003, in corrispondenza dell'inizio delle due guerre irachene, e nel gennaio di quest'anno con l'inizio della rivoluzione popolare. Risultati simili si sono ottenuti per la Libia e per i paesi balcanici negli anni novanta.
Intervistato dalla BBC, Leetaru ha addirittura dichiarato che l'analisi avrebbe permesso di individuare la presenza di Osama Bin Laden nel nord del Pakistan, anziché in Afghanistan. Naturalmente l'analisi finora si è svolta "a posteriori", il che la espone a facili critiche. La possibilità di fare questo tipo di analisi in tempo reale sarà il prossimo passo: "In realtà è molto simile agli algoritmi di analisi economica: se sai quello che è successo negli ultimi minuti, riesci a farti un'idea di ciò che accadrà nei prossimi". Questa è stata la dichiarazione di Leetaru, che molto onestamente ha aggiunto: "La prossima interazione consisterà nello scendere a livello di città e di interazione fra gruppi. Io paragono il sistema alle previsioni del tempo: non è perfetto ma è meglio che tirare a indovinare". Insomma, la Psicostoria per ora resta a guardare: un conto è prevedere fenomeni sociali di ampia portata, come del resto si tenta di fare da parecchio. Un altro conto è prevederli puntualmente, o addirittura guidarli come faceva la mitica Seconda Fondazione di Hari Seldon. Ma chi è disposto a escludere che qualcuno, da qualche parte nel mondo, non ci stia già pensando?
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Dalla partita di ieri si sono capite due cose:
- il Barcellona è la squadra più forte del mondo, certo questo si sapeva già, ma ha annichilito col suo gioco una squadra che è sicuramente tra le prime dieci d'Europa, non è poco, significa che se la prima squadra vale 10 tutte le altre arrivano al massimo a 7, non c'è una spanna di differenza ma ce ne sono almeno tre;
- il Milan ha la difesa più forte del mondo, si perchè se la prima squadra del pianeta ha l'80% di possesso palla e riesce a segnare solo su punizione e per una prodezza del suo fuoriclasse beh, allora vuol dire che la prima squadra di Milano è riuscita a contenere benissimo la forza straripante degli spagnoli.
Non mi si fraintenda: non mi piace giocare catenaccio e contropiede, ma se il tuo avversario ti è così superiore per vincere si può solo difendere e ripartire e nel calcio vincere è l'unica cosa che conta.
Un fallo stupido concesso da un pessimo Cassano poteva regalare la vittoria agli spagnoli in quanto Villa ha realizzato con una magistrale punizione dal limite; ma il Milan ne è uscito al 92' con un colpo di testa di Thiago Silva da calcio d'angolo battuto da Seedorf.
Non si batteva un calcio d'angolo così bene dai tempi di Bierhoff!!!
Si porta dunque a casa un sudato ma, a parer mio, meritato punto. E' vero che il barcellona ha dominato, ma questo è stato il successo del tatticismo all'italiana e quando si finirà di denigrarlo ci si renderà forse conto che è anche la nostra più grande forza in un mondo del calcio che ci sta umiliando sotto il profilo tecnico.
Rispetto per Allegri che è riuscito a preparare una grande partita.
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per avvicinare il prossimo e allontanar ogni contesa.
che si perde a guardar una farfalla su di un fiorellino.
Etichette: poesia, vorrei regalare
Metti la plastica nel forno...
Già qualche anno fa un'altra azienda chimica americana, la Global Resource Corporation, aveva sviluppato un procedimento che permetteva di estrarre benzina, diesel e gas combustibile da plastiche di riciclo. Grazie a un grande impianto a microonde capace di erogare oltre 1200 frequenze diverse e all'aggiunta di specifici idrocarburi, i tecnici della Global Resource erano riusciti a realizzare il disassemblaggio della plastica e della gomma per ottenere le materie prima di partenza.
Unico neo il costo della tecnologia, che rendeva i carburanti di riciclo assolutamente antieconomici rispetto a quelli ottenuti dalla raffinazione del greggio.
Procedimenti top secret
La tecnologia della Vadaxx sembra invece aver risolto molti di questi problemi: il processo, coperto da decine di brevetti e dal più stretto riserbo, permette di riciclare contemporaneamente rifiuti plastici solidi ma anche derivati liquidi del petrolio, per esempio oli esausti, e consente di ottenere come prodotto finale una sostanza molto simile al greggio.
Tutto ciò che si sa è che il reattore vadaxx si avvale di un procedimento chimico-fisico noto come depolimerizzazione termica: si trattano cioè con il calore e in ambienti privi di ossigeno molecole molto lunghe e complesse, per scinderle in idrocarburi semplici e residui solidi.
A detta della Vadaxx, questo greggio di sintesi sarebbe di altissima qualità, con un contenuto di zolfo molto più basso di quello che si trova nel petrolio estratto dai giacimenti artici.
Ecoballa?
Sarà tutto vero? Difficile dirlo con certezza: per ora l'azienda, dalle pagine del suo sito, cerca investitori disposti a credere nel progetto e finanziare la costruzione del primo impianto.
Certo è che una tecnologia di questo tipo, pur non risolvendo il problema dell'inquinamento atmosferico, ridurebbe la dipendenza petrolifera dei paesi occidentali e la quantità di rifiuti che si accumulano nelle discariche.








