8/27/2011

I motivi dello sciopero calciatori

 La diatriba fra Lega Calcio e AIC era inizialmente dovuta a questi 8 punti:

  1. Contratto flessibile con introiti legati ai risultati. L’Aic lo vuole flessibile solo al 50%, la Lega di serie A lo vuole per intero, compresa l’automatica riduzione degli stipendi in caso di retrocessione in serie B;
  2. Professionalità al 100%. Secondo la Lega il calciatore deve fare solo il calciatore, per l’Aic è libero di svolgere un’altra professione durante il tempo libero;
  3. Il comportamento dev’essere rigido ed eticamente irreprensibile per la Lega anche fuori dall’orario di gioco o allenamento, mentre per l’Aic i calciatori devono essere liberi di fare quello che vogliono durante il tempo libero;
  4. Le terapie fisiche devono rimanere circoscritte allo staff del club per la Lega, mentre per l’Aic i calciatori possono farsi curare da chi vogliono (come già avviene con gli specialisti come Martens che cura i più grandi campioni di qualsiasi club);
  5. Le sanzioni per la Lega devono essere pagate dal club in modo automatico, per l’Aic invece bisogna sempre rimettersi alla decisione del collegio arbitrale. Inoltre l’Aic vuole avere mano libera nelle sanzioni ai propri calciatori, svincolandole dall’ingaggio (attualmente non si può superare il 30% dello stipendio);
  6. Il presidente del collegio arbitrale dev’essere scelto esternamente dalla Lega; tramite sorteggio interno dall’Aic;
  7. Per la Lega un allenatore può allenare una squadra in due gruppi distinti, per l’Aic i calciatori devono invece stare tutti uniti;
  8. Il punto più dibattuto è l’ultimo, quello dei trasferimenti. Per la Lega un calciatore non può rifiutare il trasferimento ad un club dello stesso livello di quello in cui si trova attualmente e che gli garantisca lo stesso stipendio, se il suo club di appartenenza si accorda per la vendita del cartellino. In caso di rifiuto, il contratto si intende rescisso automaticamente con una multa da pagare da parte del calciatore che ammonta al 50% del suo stipendio. L’Aic si oppone totalmente a quest’iniziativa.
(fonte)


Tuttavia l'evoluzione delle trattative ha portato il motivo del contendere principalmente sul punto 7. Infatti i  calciatori scioperano per evitare i casi Pandev o Ledesma, cioè l'emarginazione dal gruppo come strumento per spingere giocatori non più graditi ad andare via.
In effetti non hanno tutti i torti: se le società non sono sicure di un investimento facciano contratti più brevi ma, d'altra parte, le società che investono su un giocatore non vogliono certo rischiare di perderlo dopo una stagione specialmente se il giocatore in questione è un prospetto interessante.

La ragione come spesso accade sta nel mezzo, sta di fatto che in un momento come questo uno sciopero fatto da dei milionari è vagamente fuori luogo. Quello che tuttavia mi fa davvero indignare è l'immenso potere contrattuale di questi ricconi: possono tenere in scacco l'intera serie A continuando a percepire i loro immensi stipendi con una risonanza mediatica fuori dal comune visto che l'intero paese segue il calcio più della politica. Un precario non ha nemmeno il potere contrattuale di chiedere una pausa caffè e se sciopera non ha di fatto nessuna visibilità mediatica.




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